Il gioco in Italia non rallenta: numeri ufficiali e contesto normativo
I numeri ufficiali del gioco italiano evidenziano una crescita costante, anche in presenza di limiti normativi sempre più stringenti.

Il gioco italiano oltre i divieti ©alexas_fotos Pixabay
Fattori Chiave:
- Volumi di gioco annuali oltre 170 miliardi di euro nonostante restrizioni pubblicitarie attive
- Riduzione delle licenze ufficiali accompagnata da una crescita delle piattaforme non regolamentate
- Introduzione di verifiche anagrafiche rafforzate da parte delle autorità di comunicazione
- Intervento pubblico focalizzato su impatti sociali più che su dinamiche di mercato
Il mercato del gioco in Italia continua a espandersi anche dopo il divieto pubblicitario e la riduzione del numero di licenze disponibili.
I dati più recenti indicano una spesa complessiva in aumento, accompagnata da nuove modalità di partecipazione digitale e da un utilizzo più frequente di circuiti non regolamentati.
In questo approfondimento verranno esaminati i numeri ufficiali diffusi dalle autorità, insieme alle misure introdotte negli ultimi anni e a specifiche dinamiche riscontrate nelle scelte degli utenti, comprese iniziative parallele capaci di catalizzare l’attenzione pubblica.
Dimensioni economiche del gioco in Italia
Nel 2025 la raccolta complessiva del gioco in Italia ha raggiunto circa 170 miliardi di euro, includendo scommesse sportive e apparecchi fisici regolamentati.
Nel 2019, anno di introduzione del divieto pubblicitario, il volume totale si attestava intorno ai 110,5 miliardi di euro, mostrando come la crescita sia proseguita senza interruzioni negli anni successivi.
Una parte rilevante delle somme giocate non transita più esclusivamente attraverso concessionari italiani, poiché la riduzione delle licenze disponibili ha spinto molti utenti verso piattaforme estere, spesso prive di autorizzazione nazionale.
Restrizioni normative e sistema delle licenze
Il divieto di pubblicità sul gioco, introdotto nel 2019, ha interessato comunicazione commerciale e accordi promozionali, segnando un taglio netto nel rapporto tra operatori autorizzati e visibilità mediatica.
Negli anni successivi il quadro normativo si è ulteriormente irrigidito attraverso una revisione complessiva delle concessioni, fino ad arrivare nel 2025 a un incremento dei costi di accesso al mercato regolamentato.
Le licenze attive sono scese da oltre 80 a circa 35 unità, determinando una forte concentrazione dell’offerta legale e una riduzione tangibile della presenza di operatori autorizzati, sia online sia sul territorio.
Comportamenti degli utenti e canali alternativi
La contrazione dell’offerta regolamentata non ha ridotto la partecipazione complessiva, ma ha modificato le modalità di accesso, con un numero crescente di utenti che sceglie portali internazionali non soggetti alla normativa italiana.
Secondo osservatori di settore, la migrazione è favorita da condizioni operative più flessibili e da una presenza digitale meno vincolata, elementi che intercettano una domanda rimasta sostanzialmente invariata.
Tra i comportamenti più ricorrenti rilevati negli ultimi anni emergono:
- accesso a siti con licenza straniera non riconosciuta in Italia
- utilizzo di strumenti di pagamento alternativi ai circuiti tradizionali
- registrazioni su piattaforme prive di limiti promozionali
- riduzione dell’uso di operatori con concessione ADM
- maggiore esposizione a mercati digitali non monitorati
Queste dinamiche hanno sollevato interrogativi sull’efficacia delle restrizioni come strumento di contenimento, spostando il focus istituzionale verso la tutela dell’utente più che sul controllo dei volumi complessivi.
Ruolo delle autorità e misure di controllo
In parallelo alla riduzione del mercato regolamentato, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha introdotto procedure più stringenti per la verifica dell’età e dell’identità degli utenti.
Le nuove misure includono controlli rafforzati in fase di registrazione e monitoraggi più frequenti sui contenuti digitali, con l’obiettivo di limitare l’accesso dei minori ai servizi di gioco.
Questi interventi si inseriscono in una strategia più ampia che privilegia la prevenzione e la tutela sociale, senza intervenire direttamente sui livelli complessivi di spesa registrati nel settore.
Partecipazione parallela e casi simbolici
Nel maggio 2025 l’elezione di Papa Leone ha generato un volume di scommesse stimato in circa 40 milioni di dollari sui mercati predittivi internazionali, in particolare su piattaforme come Kalshi e Polymarket.
Prima dell’annuncio ufficiale, in Italia oltre 75.000 utenti hanno partecipato a Fantapapa, un gioco digitale ispirato ai fantasy sport che permetteva di selezionare undici cardinali in una formazione virtuale.
L’episodio ha mostrato come eventi religiosi e istituzionali possano attivare forme di coinvolgimento ludico non riconducibili al gioco tradizionale, ma capaci di intercettare competizione e dinamiche di previsione collettiva.
Richiami istituzionali e questioni sociali aperte
Nel dibattito pubblico recente, Papa Leone ha invitato le autorità a guardare oltre i dati economici, sottolineando il legame tra gioco e fragilità sociali non risolte.
L’attenzione è stata posta su fattori strutturali come disagio economico, isolamento digitale e mancanza di strumenti educativi, considerati elementi che alimentano la partecipazione al gioco più delle dinamiche regolatorie.
Questo orientamento ha contribuito a spostare il confronto istituzionale dal solo controllo dell’offerta verso una riflessione più ampia sulle cause sociali che continuano a sostenere la domanda.
Negli ultimi anni, Gianluca si è dedicato alla scrittura di recensioni approfondite, guide pratiche e articoli informativi, offrendo contenuti di alta qualità per il settore. Con un approccio analitico e una comunicazione chiara, aiuta i lettori a orientarsi nel complesso panorama del gioco online e a migliorare le loro strategie.

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